La Storia

 

Il 12 ottobre 1914, nasceva nella nostra Parrocchia la prima Associazione Cattolica maschile che è stata, è doveroso dirlo, anche la prima della Valle Scrivia.
Già negli anni antecedenti alla guerra del 1915 - 1918, un gruppo di giovani sotto la guida di Don Antonio Parolini Arciprete di Isola del Cantone e di Don Stefano Costa Cappellano dell'Oratorio, aveva iniziato una brillante attività filodrammatica nel nuovo Salone Parrocchia1e "Silvio Pellico" voluto e realizzato dall'Arciprete Parolini validamente coadiuvato dalla fabbriceria.
Il salone i cui lavori ebbero inizio il 15 febbraio 1914, dopo la sua inaugurazione avvenuta il 27 settembre dello stesso anno, divenne ben presto il centro morale e intellettua1e del paese con frequenti riunioni, conferenze, concerti e accademie musicali.
I giovani artisti si facevano onore e la popolazione accorreva in massa ad applaudire i drammi più o meno emozionanti e le gaie commedie in cui si esibivano con impegno, specie durante la stagione invernale.
Gli artefici di tale iniziativa insieme a Don Costa, appassionato cultore di musica e valido istruttore delle singole voci e dei cori, erano anche il Presidente Ninno Denegri, il cassiere Carlo Campi, il maestro di musica Clemente Zuccarino, Costante Ferretto, Armellino Bottaro, Giuseppe De Lorenzi, Agostino Argenta, Primo Antognazzi e Antonio De Lorenzi.
Il Circolo era però suddiviso in due gruppi, uno composto da giovanissimi e un secondo da i più anziani.
Le prime rappresentazioni teatrali, nel mese di ottobre 1914, furono: "La gerla di papà Martin" e "L'avaro" dei grandi autori Goldoni e Molière.
Nel dicembre del 1914 il Circolo "Silvio Pel1ico" fu regolarmente costituito, ma ben presto molti dei suoi componenti vennero chiamati alle armi.
Già era scoppiata la prima guerra mondiale nella quale due soci immolarono la loro fiorente giovinezza per la Patria: Carlo Punta, fronte dell'Isonzo e Antonio De Lorenzi, altipiano di Asiago. A perenne ricordo del loro sacrificio nel successivo 1922, nella Sala Parrocchiale veniva posta una lapide:
"De Lorenzi Antonio di Lorenzo Punta Carlo di Francesco Caduti per la Patria, 1915 - 1918, il Circolo Silvio Pellico che li allietò del sorriso di loro giovinezza ne ricorda il nome ai concittadini dolenti, ne addita l'esempio ai componenti superstiti 1922".
Il periodo doloroso e glorioso che va dal 1915 - 1918 non fu certo inattivo per il Circolo. Recite in favore della Croce Rossa e delle opere benefiche pro' combattenti, conferenze e tutte le varie manifestazioni del momento resero il Salone "Silvio Pellico" sede di ogni attività patriottica di quegli anni indimenticabili per chi li ha vissuti.
Finita la guerra i giovani del Circolo, fieri della Vittoria, pur nella tristezza di tanti lutti, eressero il 15 dicembre 1918 l'altare del Crocifisso alla memoria dei compagni caduti.
Sempre di questo periodo è l'adesione all'Azione Cattolica e la scissione dal Circolo "Silvio Pellico" di un gruppo di socio che andarono a fondare il "Circolo Giovanile Ricreativo".
Il 5 agosto 1919 il Circolo ritornò alla ribalta con la recita "Le furberie di Scappino" di Molière e "Il malato immaginario"; sempre in questo periodo aderiscono al Circolo nuovi soci tra i quali Gaetano Denegri, Gino Semino, Luigi Camposaragna, Stefano e Giovanni Seghezzo, Stefano Denegri, Santo Zuccarino e Silvio Casella.
Sempre nel 1919 1a carica di presidente diventò annuale, mentre il consiglio aveva il compito di organizzare, durante le Feste Natalizie, il "Banco di Beneficenza"; vi è pure in questo periodo una filodrammatica femminile guidata dalle Reverende Suore dell'Asilo Infantile, che debuttò con la recita "La tradita".
Il 18 aprile 1920 veniva inaugurato nel Salone 'Si1vio Pellico", il primo impianto cinematografico, con la proiezione di due pellicole; l'incasso venne devoluto a beneficio della costituenda P.A. Croce Verde Isolese, di cui il Circolo ne vide la fondazione.
Nel 1921 il Circolo prendeva parte al primo grandioso congresso della Gioventù Cattolica a Roma, e il 17 settembre 1922 venne inaugurata la bandiera dell'associazione, benedetta solennemente dal Vescovo Ausiliare Monsignor De Amicis, con l'intervento dei dirigenti regionali dell'Azione Cattolica; fungeva da padrino alla sacra cerimonia il Sindaco di Isola del Cantone, Federico Picollo e madrina la sig.na Bice Delorenzi benemerita del Circolo avendo trapuntato con le sue mani i pregiati ricami che ornavano la bandiera.
Tra il 1919 e il 1921, furono rappresentate ben otto commedie; nel 1922 veniva rappresentata nell'Oratorio la famosa "Passione", tra gli attori che meglio seppero interpretare la loro parte, ricordiamo Gaetano Denegri nel ruolo di Caifa e Giovanni Battista Punta nel ruolo di Giuda e Giuseppe Delorenzi in quello del Cristo.
Il 12 febbraio 1922 veniva fondata nel salone "Silvio Pellico" la prima Pubblica Assistenza Isolese, la Croce Verde e per iniziativa della fabbriceria e del Circolo veniva provvista di un carro - lettiga.
Il 26 ottobre 1924 venne commemorato il 10° anniversario di fondazione del Circolo, festeggiato con un grandioso banchetto nello stesso Salone Parrocchiale.
Nel Salone "Silvio Pellico" furono tenute diverse conferenze tra le quali si ricorda quella di Padre Semeria per la commemorazione di Silvio Pellico da cui il Salone prende il nome, e un noto calligrafo riuscì a immortalarne il motivo in queste parole che appaiono all'entrata del Salone Parrocchiale:
"Perché ai nobili ideali, dell'immortale autore delle Mie Prigioni, si ispirassero i nostri giovani, sorse questo salone intitolato al suo nome".
Il ventennio fascista non impedì che i giovani del Circolo continuassero ad applicare la loro attività, favoriti in questo dalle sagge direttive e dalla prudente fermezza di Don Parolini e Don Costa, che seppero con raro senso di equilibrio mantenere la vitalità e l'indipendenza dell'Associazione Cattolica tra le molteplici e spesso contrastanti istituzioni del regime fascista. Purtroppo nell'anno 1931 la segreteria nazionale del Partito Fascista ne imponeva lo scioglimento, anche se dopo alcuni mesi al Circolo venne concessa la libertà di ricostituirsi, ma con l'obbligo di adottare come vessillo quello nazionale e il divieto di professare una qualsiasi idea politica che potesse danneggiare il regime.
Nel 1934 venne commemorato il ventesimo anniversario di fondazione del Circolo.
Gli anni della seconda guerra mondiale con le sue dolorose vicende ed i terribili problemi sociali che ne furono conseguenza, lasciarono profonde tracce nell'animo dei giovani del Circolo: proprio in quegli anni, dopo l'8 settembre 1943 ebbero inizio nell'Italia del nord le rappresaglie delle truppe d'occupazione tedesche contro le popolazioni locali; il Sa1one Parrocchiale venne occupato e requisito dall'esercito Tedesco. Don Franco Repetto, Curato di Isola del Cantone anni addietro era riuscito a trovare un gruppo di azionisti che avevano finanziato l'acquisto di una macchina cinematografica a passo "normale" e quando si temette che la macchina potesse cadere in mano ai tedeschi, Don Franco non indugiò un istante a nasconderla in una cascina nei dintorni del paese.
Don Franco Repetto, Curato di Isola del Cantone anni addietro era riuscito a trovare un gruppo di azionisti che avevano finanziato l'acquisto di una macchina cinematografica a passo "normale" e quando si temette che la macchina potesse cadere in mano ai tedeschi, Don Franco non indugiò un istante a nasconderla in una cascina nei dintorni del paese. Proprio in questo periodo Don Repetto seppe allestire una filodrammatica degna delle tradizioni isolesi. Per fortuna negli anni seguenti l'ultima guerra l'attività del Circolo non cessò di continuare nelle sue iniziative, negli anni cinquanta ripresero le rappresentazioni della filodrammatica che continuarono anche negli anni successivi, affiancate dall'attività cinematografica che diventò, con il passare degli anni, sempre più importante, sino ad essere l'attività preminente del Circolo. Gli anni ottanta videro le ultime rappresentazioni della filodrammatica con le indimenticabili commedie in dialetto genovese tra le quali si ricordano "U testamento du sciu Lumetti", "Na neutte d'inferno", "N'atro corpo dell'Anonima Delitti", "Donne ! Danni caeti...e malanni" e "Pua in ti euggi !" di Luciano Borsarelli. Oggi la sala è completamente ristrutturata e rinnovata. Infatti nella primavera del 1990 ebbero inizio i lavori di ristrutturazione fortemente voluti dal Parroco Don Tito Minaglia, che già gli anni passati aveva contribuito anche personalmente a mantenere viva l'attività cinematografica del Circolo, anche nel periodo di crisi della pellicola 35mm alla fine degli anni '80.
Il giardino adiacente alla sala, che la separava dalla Chiesa e da Via Chinettone, lasciava il posto alla nuova costruzione adibita a magazzino parrocchiale. La sala, completamente sventrata e rifondata venne ridisegnata ed attrezzata privilegiandone l'impostazione cinematografica. Adeguata alle norme di sicurezza in vigore, venivano rifatti tutti gli impianti e rimodernati tutti gli arredi. Pareti e pavimenti insonorizzati, tendaggi e poltroncine completamente ignifughe, servizi igienici privi di barriere architettoniche. La nuova struttura veniva così inaugurata con cerimonia di benedizione domenica 4 Novembre 1990. Il nastro tricolore posto all'ingresso del nuovo cinema veniva tagliato da Rivara Bartolomeo Mario, ultimo socio fondatore del circolo, in vita. Alla sera di questa importante giornata isolese veniva proiettato, con ingresso libero, il cartone animato Asterix e la pozione magica che vide la sala completamente esaurita. E' stato certamente di buon auspicio vista la successiva ascesa del piccolo cinema isolese verso risultati inimmaginabili. Ogni stagione cinematografica seguente ha segnato infatti risultati di pubblico eccezionali con punte d'incremento spettatori superiori a imprevedibili e rosee previsioni possibili. Ci siamo così convinti che tutti gli spettatori diventati oramai clienti abituali debbano essere premiati con un qualcosa di speciale: il nuovo impianto di riscaldamento e il nuovo sistema di proiezione semiautomatico con sonoro Dolby Stereo Surrond per migliorare ancora la qualità dei nostri spettacoli. Nel Novembre 1996 vengono ultimati i lavori per il nuovo impianto di riscaldamento ad areazione forzata. Venerdì 2 Novembre 1998 viene proiettato per la prima volta il film con il nuovo proiettore e con il nuovo impianto Dolby Stereo Surround, facendo sì che il Silvio Pellico sia il primo ed unico cinema in Valle Scrivia e non solo, da Genova a Novi Ligure, con queste caratteristiche. E con i risultati sono arrivate anche le prime visioni nazionali...
Dall'Estate 2002 il Circolo, pur mantenendo le proprie marcate ed indispensabili caratteristiche di associazione parrocchiale e cristiana è diventato realtà autonoma con propria ragione sociale, il cui Presidente è il Parroco pro-tempore.
Ha lo scopo di fornire alla comunità cristiana cui fa parte, il servizio utile e necessario alla precisa attitudine della comunità stessa a diffondere il messaggio evangelico, coniugato con le diverse espressioni culturali e utilizzando i linguaggi propri della comunicazione moderna.
Svolge un'azione pastorale e culturale di ampio respiro che può coinvolgere tutte le componenti della comunità e può rivolgersi, attraverso le varie forme della comunicazione sociale, anche a coloro che sono lontani dalla fede ma mostrano interesse per i grandi temi dell'esistenza umana. Il Circolo organizza e disciplina quelle iniziative ritenute utili per un sano e corretto impegno del tempo libero della Comunità Cristiana. Il Circolo, nell'intento di raggiungere il proprio scopo esercita la propria attività prevalente presso la propria sede in Via Postumia n° 59 di Isola del Cantone. Tale luogo, già noto come "Cinema Parrocchiale", rientra a tutti gli effetti nella definizione di Sala della Comunità di cui al Capitolo 1 della "Nota Pastorale" della Commissione Ecclesiale per le Comunicazioni Sociali del 25 Marzo 1999, alla quale lo Statuto del Circolo fa riferimento. L'attività del Circolo è svolta da un gruppo di ragazzi isolesi volontari che si occupano di tutte le attività necessarie ed indispensabili alla gestione del Circolo stesso: manutenzione, programmazione, contabilità, proiezione, attività ricreativa, culturale e di solidarietà. Realtà isolese basata completamente sul volontariato, senza l'apporto di collaboratori esterni.